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CRONACA
DELLA CORSA

La 24 x 1 ORA di Asti arride
ancora una volta alla formazione del Dragonero,
che conquista così la quarta vittoria in
quattro edizioni dominando la gara dal primo
metro. Alla vigilia la Vittorio Alfieri
era la sola squadra in grado, sulla carta,
di opporre una certa resistenza ma alla
fine, tra ritiri e malanni, è venuta a mancare
una buona fetta di elementi di punta e così
la squadra di Carlo Graziano ha difeso,
non senza affanno, il secondo posto (ed
il primo in Provincia, che ha pur sempre
un certo prestigio) dal ritorno dei tradizionali
cugini della Brancaleone.
Di buon valore il chilometraggio dei vincitori
che superano i 381 km e fanno meglio delle
due ultime edizioni, staccando di oltre
18 km gli immediati inseguitori. All'esordio,
nel 2006, i cuneesi avevano superato i 385
km che resta attualmente il loro personale
di squadra.
La competizione è stata allietata
dal bel tempo che compensa così le
24 ore di pioggia continua dell'edizione
2009. Qualche problema per il caldo specie
nella giornata di domenica, veramente splendida,
per fortuna Emma e Sofia, le figlie del
medico dott. Barbero, hanno fatto gli straordinari
allo spugnaggio ai bordi della pista. Bene
la notte, che ha visto il termometro rimanere
sempre sopra i 4 gradi.
Il Dragonero è passato a condurre fin dalla
prima ora con Stefano Mattalia, che ha imposto
da subito la legge del più forte
rifilando 1 km e mezzo al secondo (il costigliolese
Alberto Fumi), vantaggio che è poi andato
gradatamente aumentando di ora in ora grazie
ai numerosi over 17 km della squadra di
Graziano Giordanengo, anche lui oltre questa
barriera. Sono ben cinque i podisti del
Drago, su un totale di sette, che in questa
edizione hanno superato i 17 senza però
avvicinare i 18 che da troppi anni resta
un obbiettivo proibito. Rimpiangiamo la
favolosa annata 1982 con 7 atleti oltre
i 18 di cui cinque nella stessa ora, e ben
27 oltre i 17 km.
Per quest'anno chiude davanti a tutti Silvio
Gambetta dell'Arquata Boggeri, che si è
esibito nell'ultima ora di corsa nell'Anonima
riuscendo (di non molto) ad aggiudicarsi
la medaglia d'oro per la miglior prestazione
maschile dedicata alla memoria del nostro
amico e sponsor Arturo Masoero, da poco
scomparso. Gambetta è partito a spron battuto
passando ben sotto i 16 minuti ai 5000 per
poi difendere il vantaggio nel finale. In
campo femminile domina ancora il Dragonero
che occupa i tre gradini del podio con le
sue collaudate punte del settore (Ventrella,
Panuello ed Eufemia Magro in netto progresso
rispetto all'anno scorso). I migliori astigiani
risultano quest'anno Antonella Rabbia in
campo femminile, ben sopra i 14 km, e il
giovane Ed Derraz, diciottenne di buone
speranze della Vittorio Alfieri che riesce
a salire sul terzo gradino del podio.
La Brancaleone era la sola società a presentare
una formazione tutta femminile, che ha coperto
275 km, un'inezia (40 metri) al di sotto
di quanto fatto dalle stesse atlete nel
2009. E' stata invece la Ferrero di Alba
a scendere in massa ad Asti con ben quattro
formazioni, un record anche questo. Segue
la Branca con tre più alcuni nostalgici
sparsi nelle varie Anonime. Biberach festeggiava
i vent'anni di partecipazione alla 24 di
Asti, sugli scudi i due tedeschi (Willy
Waibel ed Ursula Bader) che dal 1990 hanno
preso parte a tutte le 20 edizioni. Segue
Charly Schumacher staccato di una lunghezza.
A questi "senatori" abbiamo dedicato una
maglietta speciale con la loro immagine
stampata sul davanti.
Ma tornando alla gara vera e propria, vediamo
com'è andata la lotta per il secondo posto,
visto che il primo era ormai prenotato ancor
prima del via. Nelle fasi iniziali Brancaleone
e Alfieri navigano un po' sottotono, con
la sorprendente formazione di Varazze ad
inseguire il Dragonero che dopo sette ore
ha un vantaggio di meno di 2 km, sembra
alla portata degli inseguitori ma poi al
tramonto si invola rapidamente grazie ai
17080 metri di Matteo Malerba. La squadra
ligure capitanata da Silvio Astaldi insegue
a 4 km con uno di vantaggio sull'Alfieri
e quattro sulla Brancaleone, ma questi numeri
sono destinati a salire rapidamente. Il
fatto è che mentre nelle ore notturne
le prestazioni calano, il Dragonero conferma
invece la sua forza d'urto anche nelle ore
più critiche.
Così fino a metà gara ed oltre, con Varazze
e Alfieri staccate di una decina di chilometri
ed in lotta per il secondo posto. All'alba,
che per la 24 arriva verso le cinque e trenta
(per il resto del mondo è già scattata l'ora
legale e sono passate le sei) si porta a
compimento la rimonta della Brancaleone,
che agguanta Varazze per il terzo posto
recuperando quasi tre km in una sola frazione,
poi nelle ultime ore la squadra di Fiora
si avvicina pericolosamente alla Vittorio
Alfieri, capace però di difendersi nelle
concitate fasi finali grazie a Pierluigi
Monticone, che aveva concordato col coach
Paolo Musso di scendere in pista solo in
caso di necessità, come appunto è successo.
A questo punto l'Alfieri aveva un margine
di 770 metri che si sono poi ridotti a 300
nell'ultima frazione in cui Pierluigi si
limita a controllare.
Varazze difende senza problemi il quarto
posto da Ferrero e Pam Mondovì che comunque
risultano alla fine abbastanza staccate
dalla vetta. Le prime squadre finiscono
tutte alquanto lontano dai rispettivi personali,
solo il Dragonero limita la perdita a 4
km, rispetto al suo chilometraggio record
del 2007.
Appaiono nella norma i tradizionali dati
numerici che vedono una flessione nel numero
di partecipanti (da 804 a circa 750), una
media chilometrica individuale di 12,642
e un totale di 9240 km percorsi rispetto
agli oltre 10000 dell'edizione precedente,
che aveva comunque fatto segnare i records
assoluti. Non sempre si può migliorare.

I presidenti Carlo Graziano,
Riccardo Negro, Graziano Giordanengo, Riccardo
Hartvig, Rossella Greco e Silvio Astaldi
Nessuna squadra nuova al via,
manca la rappresentativa di Valence e qualche
squadra "B" (Mezzaluna e Gate) a far calare
di qualche unità il numero di partecipanti.
A questi numeri aggiungiamo un centinaio
di ragazzini che hanno corso la speciale
staffetta dedicata alle scuole elementari,
cimentandosi in un giro di corsa (di 420
metri in quarta corsia per non interferire
con la staffetta principale) suddivisi in
sei squadre di 24 elementi. Futuro e passato
della 24 riuniti nella stessa occasione,
con i giovanissimi accanto ai "Senatori",
i sei indomiti che hanno preso parte a tutte
le 36 edizioni della staffetta: dal più
giovane (Paolo Musso, 50 anni) al più anziano,
Giovanni Pavan di Portacomaro, classe 1935
e quindi 75 anni ma ancora in pista a difendere
questo suo primato.
L'altro senatore Carlo Simonetti aveva come
obbiettivo il sorpasso del collega Giorgio
Fracchia nel chilometraggio complessivo:
dopo 36 anni ed oltre 440 km ciabattati
sull'anello del Campo Scuola di Asti solo
100 metri separavano i due. Carlo, costretto
a correre alle quattro del mattino per completare,
anche lui, il giro delle 24 ore, non ce
l'ha fatta nell'impresa e deve rimandare
alla prossima edizione il raggiungimento
di questi suoi due obbiettivi: il superamento
di Fracchia (che però adesso ha un vantaggio
di 300 metri ed è un po' più
lontano) ed il completamento del giro delle
24 ore, per il quale manca solo una presenza.
Anche l'icona Franco Cipolla comincia a
sentire il peso degli anni, a 61 anni di
età supera comunque ancora i 15 km. Il quinto
senatore è Paolo Musso, di gran lunga il
più giovane di tutti avendo esordito alla
24 x 1 ora nel 1975 all'età di 15 anni.
Paolo, responsabile della squadra dell'Alfieri,
ha trascorso la notte sulla linea del traguardo
a dare i tempi ai suoi e durante il giorno
ha fatto con successo lo speaker della manifestazione.
I senatori Giovanni
Pavan, Carlo Simonetti, Giorgio Fracchia,
Franco Cipolla, WIlly Waibel (Biberach)
e Paolo Musso
Poi ci sono i nostalgici della
24, tantissimi nomi che si mettono in letargo
per tutto l'anno ma regolarmente, in prossimità
della 24, rispolverano scarpette e calzoncini
per non mancare l'appuntamento che è diventato
un rito della vita. Parliamo dei vicesenatori
(nel senso che hanno perso una sola presenza
in 36 anni) Gino Bersano, che per tradizione
corre da sempre all'una di notte e naturalmente
non vuole rompere la magia, e Giuseppe Colasuonno,
poi di Cesare Fiora, Antonello Codazzi,
e anche di Adriano Bosticco e Giuseppe Avellino,
ex villanovesi ora trasferiti a Torino ma
che emergono dalle nebbie del passato al
richiamo della mitica staffetta.

I nostalgici Giuseppe
Colasuonno, Francesco Fantauzzi, Cesare
Fiora, Antonello Codazzi e Gino Bersano
Dopo l'esperienza individuale
del 2009 Enzo Caporaso si è presentato a
questa edizione con una squadra particolare,
il Giro D'Italia Run, che mette in campo
elementi variopinti, da ragazzi giovanissimi
a podiste che corrono per due ore, mentre
lo stesso Enzo resta in pista per cinque
ore consecutive totalizzando, a partire
dalle tre di notte, quasi una maratona completa
(39 km per l'esattezza). Poi alla penultima
ora Marinella Satta copre la bellezza di
oltre 10 km palleggiando in seconda corsia
con un pallone da pallacanestro; la ricordiamo
presente alla prima maratona di Asti nel
lontano 1980. Scavando nel passato al femminile
della staffetta, come non ricordare Elena
Dugono, che resta ancora oggi tra le migliori
di sempre in campo femminile grazie ai suoi
15,475 km corsi nel 1982? A distanza di
28 anni Elena veste la maglietta della Polizia
Municipale di Asti e riesce ancora a superare
i 12 km e mezzo.
Gli affezionati della mitica 24 non mollano:
Agostino Matera non ha mancato l'appuntamento
con la vittoria nel trofeo Massese, riservato
al più pesante con più km percorsi, avendo
dalla sua un vantaggio considerevole nella
stazza, misurata in questa occasione a 115
kg, anche se in calo rispetto al passato.
Strano, gli anni passano per tutti ma i
chili non dovrebbero... Presenti come sempre
anche Rocco Emma e Leonardo Lauria, i senatori
stranieri di Alba che si stanno avvicinando
alle trenta partecipazioni e che inseguono
il concittadino Mario Ranzone, sceso in
pista anche quest'anno, che con le sue 28
presenze è lo "straniero",
cioè non astigiano, attualmente in
testa a questa speciale classifica.
Vanno infine ai giovani Pia Matteo di Castellalfero
ed Eleonora Gilli di Villanova i premi per
i migliori Under 16 alla memoria di Flavio
Rossi e Sarah Bergoglio.
Arrivederci alla prossima edizione, sarà
la numero 37 e qualcuno nella notte faceva
i conti sulla sua propria possibilità di
arrivare a vedere la numero 100…. Non penso
ce la faranno in molti.
Eleonora Gilli e Matteo
Pia i migliori under16
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